FORME/23

Le tele estroflesse della serie FORME propongono allo spettatore una pratica pittorica che andando oltre la bidimensionalità del supporto diventa esperienza ed entra nella realtà di chi guarda.

Le opere si fanno tridimensionali e si propongono come parte dell’ambiente in cui lo spettatore si muove, sollecitandolo a riposizionarsi, a muoversi per meglio percepirle.

Le linee, rette, curve o spezzate che siano, divengono allora vere e proprie forme: animali forse, o architetture, oggetti anche, in una molteplicità di fogge tanto più stranianti quanto fisicamente vicine.

Le ombre e le luci create da queste forme mutano allora ciò che inizialmente sembrava confinato al piano in una presenza silenziosa ma concreta da interrogare, in un estremo tentativo di sublimazione estetica del presente e del quotidiano.

Patrizia Gelli
Storica dell’Arte